LA COSMESI NELLE ANTICHITA':


Nel corso dei millenni l'uomo, oltre all'uso di sostanze assimilabili al sapone, ha fatto uso di moltissime altre tipologie di cosmetici. Il sapone non è l'unico ritrovato nel campo della cura personale con radici storiche profonde.

Ad esempio nell’antica Roma, così come in Grecia, le donne usavano curare il proprio aspetto con l’aiuto di veri e propri cosmetici.
Nei recenti scavi archeologici sono stati ritrovati diversi contenitori, che all’epoca servivano proprio per contenere prodotti di bellezza di varia natura.
La pelle veniva trattata con speciali creme, composte da un mix di alimenti, come il latte ed il miele. Esse venivano spalmate sull’epidermide almeno una volta al giorno e servivano a rendere la pelle liscia e luminosa.
Erbe profumate erano impiegate per creare speciali balsami per i capelli, mentre creme depilatorie, create con l’aiuto di olio, pece e resine naturali venivano usate dopo il bagno quotidiano.
I profumi erano molto usati sia dalle donne che dagli uomini, soprattutto se provenienti da famiglie agiate. Per produrli, venivano usate sostanze derivate dai fiori e dalle piante comuni.

E' solo una piccola parte dell'enorme quantità di resoconti giunti ai nostri giorni che riguardano la cosmesi in epoche passate. Potremmo parlarne per ore, senza mai correre il rischio di ripeterci, se volessimo fornire un approssimativo elenco dei rimedi impiegati dalle diverse civiltà nel corso della storia.

Per produrli ci si affidava molto spesso all'uso di erbe di diversa tipologia, a sterminati campionari di oli profumati e resine, prodotti alimentari, derivati animali.
La chimica era ancora priva di basi scentifiche comprovate; per lo più si disponeva di trattati di alchimia, fortemente influenzati dal pensiero dei filosofi del tempo.
Bisognerà attendere il XIII - XIV secolo per assistere al proliferare degli esperimenti scientifici che avviarono la civiltà umana sulla strada di un progresso vertiginoso.


COSMESI MODERNA E CHIMICA INDUSTRIALE:


Circa 600 anni dopo, proiettato nel terzo millennio, l'uomo vive in un mondo in cui la chimica è alla base di tutte le più recenti scoperte scientifiche: progresso tecnologico e studio della materia procedono di pari passo.

Anche in campo cosmetico, quasi tutti i prodotti hanno risentito della profonda influenza dell'industria chimica e dell'introduzione di sostanze sintetiche ottenute artificialmente in laboratorio.

Purtroppo però ci sono anche aspetti negativi. Non sempre le strade del progresso e del rispetto ambientale hanno goduto della medesima attenzione. Guadagni allettanti derivati dall'utilizzo di sostanze sintetiche a basso costo di produzione e con impatto ambientale tutt'altro che trascurabile, hanno fatto si che il nodo legato all'ecologia fosse posto in secondo piano.


Un'immagine che denuncia l'inquinamento del fiume Olona. (Maggio 2013)


Non è raro "inciampare" in articoli di giornale o inchieste giudiziarie legate al cattivo smaltimento di sostanze inquinanti. Ma l'idea generale è che i governi, schiacciati dalla morsa di un'economia ormai viziata da troppi interessi economici, non siano interessati a concordare procedure comuni per ridurre l'inquinamento generato dall'uso e dalla produzione dei prodotti industriali.

Basta leggere i dettagli relativi al protocollo di Kyoto, accordo internazionale firmato da 180 paesi che si impegnano a diminuire le emissioni di CO2, per capire come gli sforzi in materia di ecologia siano considerati d'ostacolo allo sviluppo economico (e agli interessi delle multinazionali).

Gli Stati Uniti d'America, per esempio, responsabili per il 36,2% delle emissioni di biossido di carbonio a livello mondiale, non hanno aderito al trattato.
Mentre India e Cina, pur avendo ratificato il protocollo, non sono tenute a ridurre le emissioni di anidride carbonica nel quadro del presente accordo, nonostante la loro popolazione relativamente grande e le sempre più gravi notizie che parlano di inquinamento dei centri urbani in oriente.

Molte autorevoli organizzazioni conducono indagini approfondite sullo stato di salute dei corsi d'acqua e dell'aria che respiriamo, ma non serve certo un team di esperti per maturare un'opinione quando si osservano le immagini della città di Pechino.

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Corso d'acqua nella città di Pechino. Cinesi impotenti contro l'inquinamento delle acque.

Gi scatti che ritraggono i corsi d'acqua della capitale cinese trasmettono con terrificante violenza la realtà di un paese incapace di prendersi cura di se stesso, schiavo di uno scellerato progresso economico che ignora volutamente le conseguenze ambientali connesse alla propria produzione industriale.
E che dire dello smog rilevato nei grandi centri urbani e che possiamo osservare nella foto di destra ?
I livelli di inquinamento, 95 volte superiori alla norma, sono tali da rendere persino impossibile scorgere il sole.

E' questo il futuro che vogliamo ?
Aria irrespirabile e acque inquinate da ogni sorta di agente chimico ?


INVERTIRE LA ROTTA VERSO IL DOMANI:


In questo scenario anche il mondo della cosmesi ha le sue responsabilità, ma ancora una volta se cercate il colpevole non c'è che da guardarsi allo specchio.
Siamo infatti noi ad utilizzare volontariamente e quotidianamente tutti i prodotti che l'industria cosmetica ci propone. Difficilmente ci curiamo di scegliere una crema o uno shampoo in base al suo contenuto e questo per diversi elementari motivi:

•  Non esiste un'adeguata e diffusa cultura del rispetto della natura. E' una materia che dovrebbe essere insegnata al pari della lingua parlata o della matematica.

•  Non ci si cura delle conseguenze dirette o indirette che alcune sostanze possono avere sul nostro organismo.

Approfondire il tema e condividerlo con chi ci sta vicino sembra uno dei pochi modi per sconfiggere parzialmente la disinformazione, anche se l'unica soluzione per un avvenire più roseo rimane quella di educare le generazioni future ad una diversa prospettiva di vita.
Nel frattempo c'è comunque molto che possiamo fare in prima persona. Evitare sprechi e utilizzare prodotti naturali aiuta il nostro ambiente molto più di quanto non sembri: attenua la nostra dipendenza dai prodotti industriali pregni di sostanze inquinanti e diminuisce gli introiti delle multinazionali con pochi scrupoli.

Questa è la filosofia di fondo che ispira molti appassionati della produzione fai da te in campo cosmetico. Unisce al piacere di creare o inventare, un piacevole risvolto ecologico. Ed è per questo che, grazie a ricette tramandate o alla fantasia di alcuni, è ancora possibile creare autonomamente ottime qualità di saponi, creme, balsami e molto altro ancora.

Nelle prossime pagine vi parlerò di cosmetici e dei relativi metodi di preparazione che ho provato in prima persona. Spero in questo modo di coinvolgere la curiosità di altri, dare o ricevere consigli, discutere nuove idee.


         

Classificazione Sostanze Cancerogene