NOZIONI SUI LIPIDI: |
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Come si fa il sapone ? Questa è la domanda che a questo punto vi starete ponendo. Sono certo che potrei rispondervi fornendo una guida dettagliata; vi descriverei la mia esperienza e le procedure che ho seguito anche se non sempre i risultati sono stati all'altezza delle mie aspettative. A quel punto sareste in possesso delle linee guida per produrre questo cosmetico, partendo da quello che possiamo definire come un approccio pratico. Pertanto, se la pazienza non è il vostro forte, o volete soltanto soddisfare la curiosità di sapere com'è creare del sapone, andate direttamente alla guida che trovare nel menù "Guida alla Preparazione (Met. Soda Caustica)" e saltate il resto. Ma se intendete diventare esperti in quest'arte, se non volete fermarvi al mero approccio superficiale, rimanendo in ostaggio di chi vi spiega come fare e quando farlo, è utile affrontare alcuni concetti teorici. |
Gli Acidi Grassi nei Lipidi: |
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Come già anticipato, per produre del sapone è necessario unire due componenti fondamentali. Una "base" assimilabile alla soda caustica o alla lisciva e un'altra rappresentata dall'unione dei grassi o lipidi: oli, burri e grassi di origine sia vegetale che animale. La scelta di questi ultimi però non può essere fatta a caso: ogni lipide ha particolari proprietà che conferiscono al sapone doti specifiche, tali caratteristiche sono conferite dagli elementi costitutivi dei lipidi noti come acidi grassi. In ogni sostanza grassa possiamo trovare diversi tipi di acidi grassi e in quantità variabili perciò è fondamentale saperli dosare. Nella tabella che segue elenchiamo quelli più importanti insieme alle caratteristiche che sono in grado di conferire al sapone:
• Acido Laurico: E' spesso il responsabile della durezza del sapone e ha un grado pulente sufficientemente alto. Se usato in grandi quantità può privare la nostra pelle del suo fattore di idratazione, va quindi dosato così da non creare un sapone troppo aggressivo. • Acido Linoleico: Conferisce al sapone ottime proprietà idratanti ma fa irrancidire più velocemente il sapone rispetto ad altri acidi grassi; questo fenomeno si manifesta con la comparsa di macchie arancioni sul prodotto lavante. • Acido Miristico: I suoi sali (di sodio e potassio) hanno proprietà schiumeggianti e pertanto viene largamente utilizzato nella produzione di sapone. Particolare attenzione va però posta al suo potere pulente. E' ancora più aggressivo dell'acido laurico e va pertanto usato entro certe quantità. • Acido Stearico: E' un acido fondamentale ai fini della produzione del sapone, lo rende duro, facilitando la fase in cui si dà forma al prodotto. Dona una consistenza cremosa alla schiuma e ha un grado idratante molto elevato. • Acido Oleico: Conferisce al sapone la sua tipica "scivolosità", quella sensazione di sapone che sfugge dalle mani; rende il sapone idratante per la pelle senza minarne la durezza ma ha il difetto di non produrre una schiuma ricca e di contrastarne la persistenza. • Acido Palmitico: Ha proprietà simili a quelle dell'acido stearico. • Acido Ricinoleico: E' l'acido grasso capace, per eccellenza, di donare al sapone un eccellente fattore schiumogeno e discreta durezza. • Acido Linolenico: Rende il sapone idratante e nutriente. Riassumendo, lipidi o grassi contengono una percentuale variabile degli acidi grassi appena elencati. Quando creiamo del sapone, dobbiamo anzitutto determinare le sue caratteristiche sulla base dell'uso al quale esso verrà destinato. Ad esempio un sapone per il bucato dovrà essere più aggressivo nel combattere lo sporco, mentre quelli per uso cosmetico dovranno risultare idratanti, nutrienti e con un moderato effetto pulente. Imparare a dosare gli acidi grassi può risulare complicato per chi non possiede esperienza, ma conoscerli singolarmente, sapere dove sono contenuti e in che misura, ci aiuta a comprendere buona parte dei meccanismi che regolano il processo di saponificazione. E' il primo passo per imparare a creare saponi dotati di effetto idratante e allo stesso tempo pulente, ricchi di schiuma ma allo stesso tempo "duri", non troppo solubili in acqua; adatti ad un uso cosmetico. |
Tabella di Composizione dei Lipidi: |
| La tabella riportata di seguito indica in che percentuale gli acidi grassi sono presenti in alcuni dei lipidi noti. |
| LIPIDE | LAURICO | LINOLEICO | MIRISTICO | OLEICO | PALMITICO | RICINOLEICO | STEARICO | LINOLENICO |
| OLIO DI ALBICOCCA | 0% | 27% | 0% | 66% | 6% | 0% | 0% | 0% |
| OLIO DI ARACHIDE | 0% | 26% | 0% | 56% | 8% | 0% | 3% | 1% |
| OLIO DI ARGAN | 0% | 34% | 1% | 46% | 14% | 0% | 0% | 1% |
| OLIO DI AVOCADO | 0% | 12% | 0% | 58% | 20% | 0% | 2% | 0% |
| OLIO DI BABASSU | 50% | 0% | 20% | 10% | 11% | 0% | 4% | 0% |
| OLIO DI BORAGO | 0% | 43% | 0% | 20% | 10% | 0% | 4% | 5% |
| BURRO DI MANGO | 0% | 7% | 0% | 45% | 11% | 0% | 42% | 0% |
| BURRO DI CACAO | 0% | 3% | 0% | 35% | 28% | 0% | 33% | 0% |
| OLIO DI CAMELIA | 0% | 8% | 0% | 77% | 9% | 0% | 2% | 0% |
| OLIO DI CANAPA | 0% | 57% | 0% | 12% | 6% | 0% | 2% | 21% |
| GRASSO DI CAPPERI | 0% | 13% | 1% | 44% | 26% | 0% | 9% | 1% |
| OLIO DI CARTAMO | 0% | 75% | 0% | 15% | 7% | 0% | 0% | 0% |
| CERA DI CARNAUBA | 0% | 0% | 0% | 0% | 0% | 0% | 0% | 0% |
| CERA D'API | 0% | 0% | 0% | 0% | 0% | 0% | 0% | 0% |
| OLIO DI COCCO | 48% | 2% | 19% | 8% | 9% | 0% | 3% | 0% |
| OLIO DI COLZA | 0% | 21% | 0% | 61% | 4% | 0% | 2% | 9% |
| BURRO DI COPOAZU | 0% | 5% | 1% | 44% | 7% | 0% | 31% | 0% |
| OLIO DI COTONE | 0% | 52% | 0% | 18% | 13% | 0% | 13% | 1% |
| OLIO DI ENOTERA | 0% | 70% | 0% | 6% | 6% | 0% | 1% | 10% |
| OLIO DI GERME DI G. | 0% | 58% | 0% | 17% | 17% | 0% | 2% | 0% |
| OLIO DI GIRASOLE | 0% | 70% | 0% | 16% | 7% | 0% | 4% | 1% |
| OLIO DI JOJOBA | 0% | 2% | 0% | 12% | 0% | 0% | 0% | 3% |
| BURRO DI KARITE' | 0% | 6% | 0% | 48% | 5% | 0% | 40% | 0% |
| OLIO DI KUKUI | 0% | 42% | 0% | 20% | 6% | 0% | 2% | 29% |
| LANOLINA | 0% | 0% | 0% | 0% | 0% | 0% | 0% | 0% |
| LARDO | 0% | 6% | 1% | 46% | 28% | 0% | 13% | 0% |
| OLIO DI LINO | 0% | 13% | 0% | 27% | 6% | 0% | 3% | 50% |
| OLIO DI MACADAMIA | 0% | 2% | 0% | 59% | 9% | 0% | 5% | 0% |
| OLIO DI MAIS | 0% | 50% | 0% | 33% | 13% | 0% | 3% | 1% |
| OLIO DI MANDORLA | 0% | 18% | 0% | 71% | 7% | 0% | 0% | 0% |
| OLIO DI NEEM | 0% | 13% | 0% | 50% | 18% | 0% | 15% | 0% |
| OLIO DI NOCCIOLA | 0% | 10% | 0% | 75% | 5% | 0% | 3% | 0% |
| OLIO DI MANGO | 0% | 6% | 0% | 52% | 8% | 0% | 39% | 0% |
| OLIO DI SESAMO | 0% | 43% | 0% | 40% | 10% | 0% | 5% | 0% |
| OLIO DI OLIVA | 0% | 10% | 0% | 72% | 11% | 0% | 4% | 1% |
| OLIO DI PALMA | 0% | 10% | 1% | 39% | 44% | 0% | 2% | 0% |
| OLIO DI PALMISTO | 47% | 0% | 14% | 18% | 9% | 0% | 0% | 0% |
| OLIO DI RICINO | 0% | 4% | 0% | 4% | 0% | 90% | 0% | 0% |
| OLIO DI RISO | 0% | 26% | 1% | 43% | 22% | 0% | 3% | 0% |
| OLIO DI ROSA CANINA | 0% | 44% | 0% | 16% | 4% | 0% | 3% | 33% |
| OLIO DI SEMI | 0% | 27% | 0% | 58% | 8% | 0% | 3% | 1% |
| OLIO DI SENAPE | 0% | 14% | 0% | 18% | 2% | 0% | 2% | 9% |
| OLIO DI SOIA | 0% | 50% | 0% | 24% | 11% | 0% | 5% | 88% |
| OLIO DI VINACCIOLI | 0% | 68% | 0% | 20% | 8% | 0% | 4% | 0% |
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Selezionando i lipidi tra quelli presenti in tabella, con particolare attenzione agli acidi grassi che li compongono, possiamo ottenere saponi di ottima qualità. Un esempio ? Analizziamo una delle combinazioni di grassi che ho provato di recente per creare un sapone per uso cosmetico: |
SAPONE AL BURRO DI KARITE' |
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• 423g. Olio di Oliva • 127g. Olio di Cocco • 138g. Burro di Karitè L'olio di oliva è un grasso largamente usato per la saponificazione. Risulta molto nutriente grazie all'alta concentrazione di acido oleico(72%) e linoleico(10%) e possiede una modesta azione pulente in virtù dell'acido palmitico (11%). Purtroppo l'acido linoleico è soggetto ad irrancidimento e la totale mancanza di agenti schiumogeni fanno si che un sapone creato con il solo uso dell'olio di oliva abbia media durata, generi poca schiuma, e diventi molle se lasciato in un posto umido o a contatto con l'acqua. L'olio di cocco serve a compensare la mancanza di effetto schiumogeno e a potenziare in modo adeguato l'azione pulente del sapone grazie all'acido miristico(19%). In più l'abbondante quantità di acido laurico(48%) ne migliora leggermente la "durezza" rendendolo meno solubile a contatto con l'acqua. Il burro di karitè infine completa la formula grazie all'acido stearico(40%) che conferisce al sapone ulteriore "durezza" e incide molto positivamente sulla cremosità della schiuma. E' vero, se avete fatto attenzione, avrete notato che l'acido stearico incrementa ulteriormente il fattore pulente del sapone, ma questo burro contiene anche acido oleico(48%) e linoleico(6%) che, come avrete già intuito, contrastano in maniera efficace l'eccessiva aggressività del sapone sulla pelle. C'è ancora un ulteriore fattore da tenere in considerazione quando si effettua la scelta dei lipidi: l'indice di iodio. Esso fornisce, ai fini pratici della saponificazione, un'indicazione sulla propensione del sapone a irrancidire: un sapone con un indice di iodio alto si rovina prima di quelli con valore basso. Pertanto è buona norma far si che, nel complesso, i lipidi scelti non abbiano indici di iodio medi elevati. Al fine di spiegare riporto alcuni indici di iodio:
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Tool: Calcolatrice di Saponificazione: |
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Qualcuno avrà notato che, esaminando la formula del sapone al burro di karitè presa come esempio, per ognuno dei lipidi sono state inserite volutamente anche le quantità espresse in grammi. Il fine era di stuzzicare la vostra curiosità, affinché vi poneste delle domande riguardo al metodo utilizzato per determinarle. Di certo avrete ormai compreso che i quantitativi sono legati a logiche di proporzione tra gli acidi grassi, oltre che alla banale necessità di creare più sapone. Per aiutarvi a stabilire le quantità di tutti gli elementi che dovremo combinare (acqua, soda e lipidi) vi presento un sito che ospita un software online noto come Calcolatrice di Saponificazione (Collegamento disponibile negli approfondimenti). Utilizzandolo, potrete notare come sia possibile, nell'area ingredienti, selezionare i lipidi da intuitivi menù a tendina insieme alle relative quantità, ottenendo in automatico quelle di acqua e soda/lisciva necessarie alla saponificazione. Il software ha anche lo scopo di aiutare a capire chi lo usa se si stanno selezionando miscele di grassi adeguate ad un sapone per uso cosmetico. Lo fa valorizzando con numeri interi cinque campi che si trovano nell'area "caratteristiche finali del sapone" e che si riferiscono ai medesimi parametri spiegati da noi durante l'approccio teorico: durezza, bolle, persistenza, pulizia e condizionamento(idratazione). E' importante che l'insieme dei lipidi (e delle loro quantità) permetta a tutti e cinque i campi contemporaneamente di assumere valori vicini al 50. Da tenere sotto controllo anche il valore del campo relativo allo iodio. Scelti tutti i lipidi, controllate nella sezione "risultati" e assicuratevi che non sia superiore al 70, diversamente il sapone potrebbe avere la propensione a marcire prematuramente, soprattutto se non conservato in un luogo fresco e asciutto. |
Alcune Combinazioni : |
Di seguito riporto alcune delle combinazioni di lipidi che ho determinato grazie all'uso della calcolatrice di saponificazione. Si tratta di formulazioni composte da grassi e oli che potete reperire facilmente in erboristeria o nei grandi supermercati.
A questo punto non mi resta che augurarvi di trovare molte interessanti combinazioni da utilizzare per i vostri saponi. Spero di avervi trasmesso buona parte dei concetti che determinano la scelta dei lipidi utilizzabili per la saponificazione e, con essi, la voglia di sperimentare e approfondire ulteriormente questa passione. |