Double Dragon è un picchiaduro a scorrimento sviluppato nel 1987 dalla Technos Japan Corporation e pubblicato dalla Taito in Europa e Nord America. Si può considerare il primo videogioco di grande successo del suo genere, fonte d'ispirazione di molti giochi del genere prodotti successivamente.
Vanta un alto numero di conversioni e di seguiti, nonché basati su questo gioco sono usciti anche un fumetto, una serie TV animata ed un film. È da considerare come il successore di un precedente gioco della Technos Japan Corporation, Nekketsu Kouha Kunio Kun (Renegade nel port occidentale) che ha avuto anch'esso numerosi seguiti.
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| Sviluppo | Knight Technologies |
| Pubblicazione | Telegames |
| Data di Pubblicazione | 1993 |
| Genere | Picchiaduro |
| Modalità di Gioco | 2 Giocatori |
| Piattaforme | Arcade, Amiga, Amstrad CPC, Atari 2600, Atari 7800, Atari Lynx, Commodore 64, Game Boy, Game Boy Advance, Game Gear, NES, MS-DOS, Sega Master System, Sega Mega Drive, Telefono cellulare, ZX Spectrum, Zeebo |
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COMMENTO:
Recensire la conversione di un classico non è mai facile: il paragone è sempre dietro l'angolo e spesso è difficile riuscire a tracciare una linea di demarcazione tra quanto avrebbe potuto essere fatto e quanto in realtà sia permesso dalla piattaforma di atterraggio. Quando si analizza una differenza, ma soprattutto quando ci si accorge che questa si traduce in una mancanza, si finisce immancabilmente in quella girandola di domande alle quali è difficile trovare risposta, e dalle quali non si sfugge se non tirando in ballo altre esperienze ludiche altrettanto importanti. Il problema di questo processo però, è che si tende quasi sempre ad evocare esempi particolarmente brillanti, citando forse quanto di meglio è stato fatto in altre occasioni e dando avvio a quella che, nella maggioranza dei casi, rischia di diventare una vera e propria opera di demolizione.
C'è poi da dire che per molti versi il portatile di casa Atari rappresenta, un po' per comune ammissione, la console dei rimpianti. Ragione per la quale, quando vedi che un classico non viene trattato come meriterebbe, viene la voglia di consegnare un po' di testate sul primo muro a disposizione, almeno fino a che quest'ultimo non trova una comoda posizione orizzontale.
Questo dovrebbe, grandi linee, identificare il pensiero che ho in relazione a questa conversione, il cui risultato finale non rientra tra le definizioni che io spesso attribuisco a quanto reputo scadente, ma che certamente non si colloca ai livelli di ciò che considero tra il buono e l'eccelso. Sopratutto se mi rendo conto che, al di la di ciò che semplicemente non conosco, e mi riferisco alle difficoltà incontrate da Knight Technologies nel convertire Double Dragon su Lynx, qualcosa di meglio si poteva fare anche senza voler esagerare. Ma vediamo di analizzare insieme, e nel modo più imparziale possibile, il lavoro degli sviluppatori.
La potenza grafica del Lynx è certamente superiore alle altre console portatili del tempo come Game Boy e Game Gear, ma sfortunatamente, forse a causa della risoluzione disponibile su un piccolo schermo, il titolo non riesce a dare il meglio di se. Non fraintendetemi, gli sprites dei personaggi sono qualcosa di molto vicino all'arcade, non fosse che la loro dimensione è tale da renderli in altezza più della metà di quella dello schermo. Il che, dovendo tenere il protagonista al centro dell'azione di gioco, da la sensazione (e anche più di quella) di vedere il mondo di Double Dragon attraverso uno spioncino, perdendo di vista gran parte dello spazio circostante. Inoltre i personaggi sembrano muoversi in maniera poco fluida, il che rappresenta forse il limite più fastidioso; è inutile produrre un gioco dalla grafica stupefacente se poi a pagarne le conseguenze è proprio ciò che lo rende giocabile. Non era forse meglio ridurre il dettaglio grafico e le dimensioni degli sprite così da poter investire un maggior numero di risorse sulla fluidità ?
L'audio del titolo avrebbe dovuto essere un punto forte della conversione. Del resto le capacità del processore audio del Lynx erano considerate di ottimo livello anche negli anni 90, ma nonostante le colonne sonore siano riprodotte in maniera tutto sommato fedele, la qualità degli effetti sonori disponibili è scadente; pugni e calci non potevano prodursi in qualcosa di meglio ? Inoltre, mancano le urla degli avversari sconfitti cosi' come anche gli effetti sonori legati al lancio o uso degli oggetti e, ciliegina sulla torta, c'è un orribile musichetta in occasione della morte del nostro alter ego, assente persino nella versione arcade. Per la serie "andarsi a cercare i problemi".
I nemici sono importanti ! Si può comprendere la necessità di operare determinate modifiche, ma tagliare proprio sui nemici e sulla loro tipologia, NO ! Perchè escludere Roper ? Ma sopratutto perchè escludere Jeff !?!?!?!?!? Diamine ! Forse il nemico più interessante di tutto il gioco, considerato da tutti la nemesi del protagonista, capace di utilizzare le nostre stesse tecniche di combattimento, perchè ? Vorrei essere di fronte ai programmatori della Knight Technologies per fargli questa domanda.
Un'altra cosa che ho trovato irritante è stato osservare come le combinazioni di pugni e calci non ci siano. Nell'arcade dare due pugni ad un avversario non era come darne uno solo, il tuo nemico si piegava sulle ginocchia e se eri abbastanza svelto potevi tirargli il colpo di grazia. Stessa cosa per i calci, dopo un primo scarpone sotto il naso ci si poteva esibire in un fantastico round kick ... ma su Lynx ? Niente.
Insomma ma perchè prendersi la briga di trasporre un così bel gioco per poi condannarlo a soffrire per la mancanza di così tanti importanti dettagli ? Mistero.
Intendiamoci, non è che ciò che si vede non sia apprezzabile, se Double Dragon per Lynx fosse stato un progetto originale ne avremmo chiesto pure un seguito. Ma l'ho già detto, se ti lanci nella conversione di un classico è impossibile non operare confronti.
Sopratutto per questo motivo, il lavoro della Knight Technologies è da ritenersi quasi sufficiente, e non attendetevi chissà cosa, perchè potreste rimanerne delusi.